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Soms durft een mens wel eens in herhaling vallen want wederom moeten we hier vertellen dat dit een release is die enkel via download te verkrijgen is, maar het goede van de zaak is : het is geheel gratis.
Je kan je blijven afstoten tegen de huidige “downloadisering” van de muziekscene maar als het grootste deel van de cd’s niet meer verkocht geraakt, moet je er iets met doen (je kan ook gewoonweg stoppen met naar nieuwe muziek te luisteren, maar daarvoor ben je geen muziekfan geworden).
Lomeanor is een Russische website (in het Engels weliswaar) die nieuwe dark ambient en neofolkprojecten gratis aanbiedt en de meest recente release is van de Old Village.
Dit Portugees project ontstond ergens in 2007 en het was de bedoeling om de beste elementen van dark folk, neofolk en dark ambient in één trechter te gieten om daar dan het beste uit te halen.
Het duurde wel bijna vier jaar (op een eenzame EP na) vooraleer deze groep met een eerste album voor de dag kan komen, maar het was het wachten waard.
“Infinito” beluisteren is net zoiets als een fantasyboek lezen want er is niet alleen een gelijkaardige atmosfeer, je valt ook van de ene verbazing in de andere.
Men probeerde hier een werk te creëren dat de rites en de gewoontes uit een oude onbekende wereld weergeeft en je hebt het gevoel dat er ieder moment een elfje of één of andere trol uit je speakers kan komen..
De meeste muziek hier is elektronisch gespeeld en roept herinneringen op aan Les Joyeaux De La Princesse (weliswaar minder experimenteel) en vooral aan de vroegere Dead Can Dance.
Absolute must voor iedere darkfolkliefhebber.
Rating: 9/10
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Old Village - Infinito 2010
Apriamo il sipario del 'palcoscenico' musicale italiano e lo facciamo per presentarvi un nuovo act dalle tinte soffusamente scure, 'invisibile' ai più, ma con un elevato potenziale da esprimere. In cambio vi chiediamo solamente di visitare il loro sito od il myspace, cercare il pulsante di download e fare vostra questa piccola gemma di pregevole fattura compositiva. Un unico lavoro pubblicato in passato e diffuso a basso costo, come sempre prevede la politica della Inchiostrum dell'amico Marco Grosso, a tanti di voi conosciuto per il monicker Ouroboros e la sua ambient-music sinfonica. "A Marcha Do Tempo" è il nome dell'EP di nove tracce uscito per Inchiostrum, ed in comune con la musica della piccola label c'è la propensione a frequentare i lidi dell'ambient con le tastiere che si innalzano su tutti gli strumenti, creando i 'tappeti' su cui stendere come colori su una tela il resto delle tinte, rappresentate dalle voci, dagli altri strumenti, dai suoni naturali importati. In quale direzione? Non così lontano da ciò che altri artisti iberici concepiscono nel loro mondo sonoro gotico e neoclassico, intriso di marzialità o volute eteree candide 'macchiate' da leggenda e mito di cui ogni remoto angolo d'Europa è generoso. Suoni che spesso alla Prikosnovènie si accasano, ma che a volte rimangono in limbi di autoproduzione o piccole uscite limitate sia nei costi che nei numeri, ma che non per questo perdono del valore intrinseco. I conterranei The Joy Of Nature o, sempre in terre iberiche, Àrnica e Trobar De Morte, oppure, spostando la latitudine ad est, gli italici Hexperos delle carezze vocali di Alessandra Santovito o il progetto transalpino Le Triste Sire (di cui si perdono le tracce dall'ultimo incantevole album del 2003 "Effusions..."), tanto per dare dei riferimenti. La fertile mente che 'governa' gli umori di Old Village è quella del polistrumentista portoghese João Ribeiro, che insieme alla chitarra suonata da Bruno Silva plasma le note al fine di creare il proprio suono, in bilico tra romanticismi non eccessivamente depressi, eteree volute di tastiera o cadute verso l'underground degli elementi alchemici, in poche parole l'incanto per tutto ciò che uomo e Natura nei secoli hanno creato, soprattutto tanti secoli or sono. Paure ataviche e divinità dal nome smarrito nelle culture, ere in cui riporre speranze e gioie nel binomio Flora-Fauna e nella potenza sottile e generatrice che rappresentano. Non sempre la voce riesce a rendere ciò che la solitudine degli strumenti in sé rappresenta: grazia nella romanticità della danza delle note, e le tastiere di Ribeiro sono lo scheletro del suono che si aggira in acustica cupezza, asettica e glaciale come in "O Findar Dos Tempos" come luminosa esultanza in "Abyss", dolente fino a quando i giochi di percussioni e voci lontane (di Miguel Ribeiro), appena percettibili in echi (profonde, esoteriche...), la inorgogliscono come antico inno. Anche "Destino" ha il potere di avvicinare Old Village ai Joy Of Nature, rendendo simbiosi i suoni di Ribeiro e del connazionale Luìs Couto e portando echi di rinascimento nel suono e nelle strutture tipiche della canzone del '700. Tamburellato elegante anche nell'apertura d'album "De Ancestralidade Ao Infinito" e nella sua essenza 'fairy', che diventa soffusamente dark-folk in "O Despertar Das Estrelas" grazie ad un ottimo flauto che, entrando brioso, evoca il senso di marcetta intriso da aloni fatati - quasi chillout - che servono a mantenere gentile il mood. L'opportunità di recuperare "Marcha Do Tempo" è forse possibile contattando Inchiostrum Records, mentre "Infinito" è alla portata di tutti grazie al suo free-download, col valore di voler estendere a tanti l'occasione di allargare il proprio raggio di ascolti. Vi offriamo così questo artista portoghese, sapendo che i progetti di riferimento più affini in una vasta fetta dei nostri lettori sono ascolti abituali ed amati. Noi su Old Village puntiamo il dito tenendo il pollice ben alto: il mondo musicale indipendente è una realtà difficile da conquistare, ma una chance non va negata a nessuno.
Rating : 7/10
By darkroom-magazine